CONGLOMERATI BITUMINOSI

CONGLOMERATI TRADIZIONALI

I conglomerati tradizionali sono costituiti da tre strati di granulometria e spessore decrescente verso l’alto. Lo strato di base ha la funzione di sopportare le sollecitazioni senza riportare deformazioni permanenti e di resistere ad eventuali assestamenti del terreno sottostante, lo strato di collegamento o binder unisce la base con lo strato di usura, trasmettendo l’azione verticale dei carichi senza subire deformazioni permanenti e, infine, lo strato di usura, la parte superficiale della pavimentazione, è costituito da aggregati dotati di resistenza alla levigatura e il cui assortimento deve essere studiato per ottenere le prestazioni richieste.
E’ proprio nella realizzazione dello strato di usura, responsabile della sicurezza e del comfort di marcia, che si è concentrata la ricerca di miscele diverse in risposta alle varie esigenze di traffico e climatiche, arrivando alla formulazione dei conglomerati bituminosi ad alte prestazioni.
Anche i conglomerati tradizionali si sono comunque molto evoluti e trovano ancora largo impiego nella realizzazione di strade urbane locali, strade extraurbane secondarie, piazzali e parcheggi.

CONGLOMERATI DRENANTI E FONOASSORBENTI

Il conglomerato bituminoso drenante fonoassorbente è costituito da una miscela realizzata con pietrischi frantumanti e sabbie di granulometria appropriata impastati a caldo con bitume modificato. Tale miscela produce un conglomerato che, messo in opera, risulta “aperto”, cioè ha un’alta percentuale di vuoti intergranulari (intorno al 20%). Il conglomerato così ottenuto presenta elevata porosità grazie alla quale si evita il ristagno dell’acqua e si ottiene un elevato abbattimento del rumore generato dal rotolamento dei pneumatici.

Il drenaggio viene assicurato non solo dalla quantità assoluta di vuoti ma anche dalla loro intercomunicabilità. In un conglomerato drenante ben progettato, infatti, i vuoti intercomunicanti costituiscono più del 70% dei vuoti totali, i restanti vuoti sono pori occlusi che accumulano acqua. E’ fondamentale assicurare il drenaggio, oltre che con l’adeguata progettazione dei vuoti, anche creando le condizioni che consentono all’acqua di defluire negli impianti di raccolta laterale.

La fonoassorbenza di questo conglomerato dipende dalla sua porosità. Il rumore è provocato sia dalla vibrazione dei pneumatici che dallo scoppio delle bolle d’aria inglobate sotto di essi a seguito del rotolamento. Questo secondo fenomeno, che genera la rumorosità più fastidiosa, viene efficacemente ridotto se la strada presenta vuoti che “incamerano” queste bolle d’aria.

CONGLOMERATI CHIUSI MACRORUGOSI – SMA (SPLITTMASTIX ASPHALT o STONE MASTIC ASPHALT)

Il conglomerato chiuso macrorugoso è costituito da una miscela di pietrischi di varia granulometria, sabbia e filler ad alta coesione impastati a caldo con bitume modificato. Presenta una bassa percentuale di vuoti ed un buon contatto tra tutte le particelle che risultano bloccate l’una dall’altra.
L’impasto è molto resistente ed è impermeabile verso gli strati sottostanti. La granulometria altamente discontinua (aggregati grossi, malta formata da particelle piccole e legante bituminoso) conferisce grande rugosità superficiale. E’ usato, quindi, per realizzare gli strati di usura antisdrucciolo nelle strade sottoposte a severe condizioni di traffico come viadotti, ponti, piste di aeroporti. In alcuni casi può essere proposto in alternativa al conglomerato drenante fonoassorbente.

Per ottenere un buono SMA è fondamentale progettare accuratamente la quantità e la pezzatura degli inerti.

CONGLOMERATI IN STRATO SOTTILE (MICROTAPPETI)

Il microtappeto è uno strato di usura costituito da una miscela di pietrischi di varia granulometria, sabbie ed additivi mescolati a caldo con bitume modificato con funzione di legante.
I microtappeti a caldo rappresentano una tecnica vantaggiosa per la manutenzione di pavimentazioni stradali in quanto resistenti ai rischi meteorologici e molto apprezzati dagli utenti.
Essi sono convenientemente utilizzati anche nelle nuove costruzioni, poiché rispondono all’esigenza di ridurre il consumo di inerti di qualità elevata richiesti per gli strati d’usura. I microtappeti, infatti, seguono il principio della dissociazione delle tre funzioni normalmente accorpate in un unico strato superficiale: funzione di strato di usura, funzione di impermeabilizzazione e funzione strutturale.
Ciò permette di impiegare strati d’usura di spessore molto modesto, mediamente di 15-20 mm.

L’impermeabilità è garantita esclusivamente dalla mano d’attacco (i microtappeti non sono impermeabili). E’ quindi fondamentale l’attenzione in fase esecutiva controllando i tempi di circolazione sull’emulsione dei macchinari che portano il conglomerato e la scelta di finitrici adeguate.

CONGLOMERATI AD ALTO MODULO

Il conglomerato ad alto modulo è costituito da una miscela di pietrischi di varia granulometria, sabbie ed additivi mescolati a caldo con apposito bitume modificato. Si utilizza un bitume a bassa penetrazione, cioè molto duro, in modo da realizzare uno strato di base che aumenti la resistenza alle deformazioni delle strade sottoposte a elevato traffico veicolare e, in particolare, di veicoli commerciali.
Sopra gli strati portanti ad alto modulo, realizzati con spessore adeguato, potrà essere direttamente realizzato il tappeto di usura (drenante, antisdrucciolo splittmastix, tradizionale, ecc.).

CONGLOMERATI A TIEPIDO

Le nuove tecnologie hanno permesso di realizzare conglomerati a temperature molto inferiori rispetto alle abituali. Si può arrivare a produrre con temperature inferiori ai 100 °C (rispetto agli usuali 180 °C) con notevoli vantaggi energetici e ambientali.
La tecnologia della lavorazione a tiepido, definita Warm Mix Asphalt (WMA) è basata essenzialmente sull’uso di additivi che permettono di pervenire alla viscosità ottimale di mescolazione anche con temperature più basse di quelle tradizionali.

CONGLOMERATI  A FREDDO

Il riciclaggio a freddo è un processo attraverso cui, senza l’utilizzo del calore, si costituisce un nuovo conglomerato a partire da quello della vecchia pavimentazione che viene fresato e unito a bitume, additivi e legante.
E’ indicato per manutenzioni stradali, anche urgenti, come sistemazioni di buche e ripristini di pavimentazioni.

Questa tecnica può essere applicata in due differenti modalità:

trasportando il materiale recuperato in depositi temporanei per poi farlo giungere fino ad un impianto fisso dove viene rigenerato
“in sito”, utilizzando una macchina riciclatrice.
Il riciclaggio in impianto fisso permette di recuperare tutto il fresato accumulato nei depositi temporanei e, a fronte di costi più elevati rispetto al riciclaggio in sito, offre la possibilità di effettuare controlli più accurati sui materiali oltre alla possibilità di stoccaggio.

Il riciclaggio a freddo in sito si basa sulle moderne riciclatrici che sono macchine di grosse dimensioni montate su cingoli o su gomma in grado di riciclare in una sola passata strati di pavimentazione di grosso spessore. Sono costituite da un tamburo che fresa e miscela mentre, contemporaneamente, viene spruzzata acqua all’interno della camera di miscelatura.

Le sostanze stabilizzanti fluide come l’impasto liquido di cemento e acqua, l’emulsione bituminosa  o il bitume schiumato possono anch’essi essere iniettati nella camera di miscelatura.

Particolarmente innovativo e ricco di vantaggi è proprio l’utilizzo del bitume schiumato, ottenuto dal contatto tra il bitume caldo e l’acqua che, per l’alta temperatura del bitume, passa dallo stato liquido allo stato gassoso facendo aumentare il volume della miscela di 1500 volte.

Gli stabilizzanti in polvere come cemento e calce vengono cosparsi sulla superficie stradale preesistente, davanti alla riciclatrice prima del suo passaggio.

La dotazione di mezzi di cui dispone Asfalti Piovese è composta da tre treni completi di riciclaggio e da un impianto mobile di confezionamento di conglomerato bituminoso riciclato a freddo.
L’impianto in questione (il KMA 200 Wirtghen) è installabile in poche ore in cantiere e in grado di sostenere notevoli produzioni di asfalto freddo riciclato (200 ton/ora).
Questo ampio e moderno parco macchine consente di eseguire interventi di riciclaggio in ogni luogo a condizioni molto competitive e con la garanzia di una perfetta riuscita.