Replica la Celi Calcestruzzi: “dal Comune solo silenzi, ritardi e opposizioni. Ecco tutta la verità”

Replica la Celi Calcestruzzi: “dal Comune solo silenzi, ritardi e opposizioni. Ecco tutta la verità”

“In risposta al comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale di Magliano de’ Marsi, al fine di una corretta informazione dei cittadini, teniamo a chiarire alcuni aspetti”. a parlare è la Celi Calcestruzzi spa, nella persona della responsabile alle comunicazioni esterne Benedetta Paone. “Ci sorprende“, afferma l’azienda, “sentir parlare di ‘ragioni più e più volte rappresentate dal Comune alla ditta Celi Calcestruzzi Spa‘. Infatti, a parte una generica nota del 24 maggio scorso, in cui si respingeva la richiesta definendola ‘infondata, non provata e in ogni caso prescritta‘, non ci sono mai arrivati chiarimenti in merito. Definizioni che, oltretutto, sono state superate dall’ingiunzione di pagamento emessa nei confronti del Comune dal Tribunale di Avezzano. Del resto, la Celi si è solo limitata a richiedere, al pari delle altre società, il riconoscimento dei canoni di estrazione pagati a prezzi superiori in base a quanto dispone la legge regionale. In modo da ottenere una uniformità di trattamento.

Dopo l’insediamento di questa amministrazione”, spiegano dalla Celi, “è stato avviato uno sterile e logorante dialogo che, nonostante le innumerevoli richieste, ha prodotto un nulla di fatto. Tanto che il passaggio obbligato è stato quellodi tentare di sollecitare l’amministrazione con i ricorsi al Tar contro il silenzio del Comune, dove è stato evidenziato anche il danno causato da questo assenteismo.

Il Comune“, affermano dall’azienda, “ha solo continuato a fare opposizione nei confronti di una società leader nel settore, che impiega oltre 100 maestranze nel territorio, che ha versato nelle casse del comune circa 2 milioni di euro per l’attività svolta e che non riesce a ottenere alcuna risposta e collaborazione, ma solo silenzi e continui ritardi.La prova eclatante di questo assenteismo”, denunciano dalla Celi, “è stata la mancata approvazione in Consiglio per ben due volte di una variante al Pst attesa da anni e necessaria alla regolarizzazione e alla pianificazione economico-produttiva. Il 17 marzo scorso il provvedimento, portato in consiglio dall’assessore al Patrimonio, non è stato approvato a causa del misterioso abbandono dell’aula da parte della maggioranza, senza neanche una spiegazione. Tutto ciò nonostante ci fosse il parere favorevole degli uffici. E così, anche in questo caso, la richiesta di modifica avanzata dalla Celi Calcestruzzi si è nuovamente arenata.

Il dovere di un’amministrazione comunale”, conclude la Paone, “dovrebbe essere quello di fornire risposte tempestive alle richieste di cittadini, imprese e della comunità in genere, nel comune intento di promuovere il benessere del territorio. In tutta onestà fino ad oggi tutto ciò non sembra essere avvenuto”.